L’angolo del Panco

Questa settimana conosciamo

il jolly difensivo Alessandro Zuccari

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, barba e spazio all'aperto

D: Ciao Alessandro cosa si prova ad essere compagni di reparto e soprattutto a giocare al fianco del tuo migliore amico Matteo Prati.

R: Buongiorno Luca prima di rispondere alla tua domanda, volevo salutare quattro persone per me molto importanti, sia a livello calcistico che personale, ovvero il patron Davide Miscoli, Stefano La Marca, Daniele Ferrara ed il direttore Andrea Lazzeri che sono delle persone fantastiche, quasi sempre (ride).
Per quanto riguarda la domanda, devo ammettere che giocare con un amico come compagno di reparto é molto bello, oltre che semplice, considerando che affiniamo l’intesa fuori e dentro al campo. Dagli allievi con il Pro Roma, quando la coppia centrale era Prati, Zuccari, negli anni abbiamo affinato la nostra sintonia in campo, poi migliora ancora di più quando l’amico in questione é un giocatore del calibro di Matteo. Probabilmente il più forte centrale con cui abbia mai giocato specifico centrale, perché se parliamo di terzini ho occhi solo per Marcotulli (ride ancora).

D: Alessandro visto che ho giocato con te per qualche anno e ti ho visto ricoprire più ruoli non solo in difesa, volevo sapere qual è il ruolo dove ti senti più a tuo agio.

R: Ovviamente la cosa più importante é sempre il bene della squadra, quindi io mi metto a disposizione del mister e dei compagni a seconda delle necessità, poi se devo scegliere forse preferisco fare il terzino perché partecipo di più alla manovra offensiva destra o sinistra che sia.

D: Volevo sapere rispetto agli altri anni che cosa c’e’ di diverso che vi sta spingendo a fare bene in questa prima parte di campionato.

R: Credo che i fattori siano tanti, per primo lo spogliatoio molto più coeso, ormai non ci consideriamo più solo compagni ma amici. Poi devo dire che é cambiato molto anche l’atteggiamento mentale dell’approccio alla partita, grazie al mister Rubenni ed al direttore che ci hanno lavorato molto su questo aspetto. Per ultimo e non meno importante sicuramente é il fatto di avere quei fenomeni li davanti Nico Federici, Giancarlo Di Bari, Mastropietro, Pizzuti e il mio compagnuccio di banco Bugiaretti, loro per me sono tutti giocatori validi che sono migliorati tanto e stanno facendo la differenza rispetto agli scorsi anni.

D: Sei un classe 94 ancora giovane ma con già tante partite alle spalle con l’Acds. Raccontaci due gol per te importanti uno del passato ed uno del presente.

R: I due gol più emozionanti sono senza dubbio l’1-1 con la Luditur all’ ultimo respiro che tra l altro coincide con il mio primo gol con l’Acds. Il secondo senza ombra di dubbio il 2 a 2 con il San cesareo che ci ha permesso di tenere la vetta della classifica, e consolidarla qualche settimana dopo. Senza quel gol magari loro non avrebbero sbagliato determinate partite che ora ci hanno portato a +6.

D: Zuccari tu hai avuto modo di giocare anche con il tuo allenatore Andrea Rubenni, ti voglio chiedere cosa vedi del Rubenni calciatore che ha portato anche nel suo essere allenatore. E soprattutto che tipo di mister è Rubenni con voi.

R: Che avrebbe intrapreso la strada dell’allenatore lo si poteva capire… in campo era sempre molto tattico e risaltava soprattutto per il suo carisma in campo e nello spogliatoio.
Poi grazie ai vari corsi, e agli stage che segue frequentemente, ha affinato sia la sua conoscenza calcistica, che la sua leadership. Il mister è molto bravo a variare i suoi allenamenti anche grazie al suo ottimo staff. Devo dire che alcune volte non ci capiamo al volo (ride) ma lo considero un ottimo allenatore.

 

 

Oggi intervistiamo il Direttore Sportivo

Andrea Lazzari

D: Direttore buonasera iniziamo subito come è nata quest’avventura con l’Acds Group.

R: Buonasera a tutti. Tutto nasce per caso tramite un amico, avevo bisogno di fare delle divise per un torneo e vengo indirizzato verso la Serigrafia Roma. Qui conosco tutta la dirigenza dell’Acds, Stefano La Marca per primo poi Davide Miscoli e Daniele Ferrara, che si riveleranno persone fantastiche e pronte a sacrificare tantissimo per questa società. Durante il periodo di creazione e composizione dei completi si parlava spesso di calcio, e fu lì che mi dissero che erano proprietari di una società dilettantistica che militava in Seconda categoria. Ovviamente nelle nostre chiacchierate emergeva sempre il mio modo di vedere le cose sempre mirate alla coesione del gruppo e soprattutto ai principi fondamentali dello sport, lealtà, sacrificio, e voglia di aiutare sempre il compagno. Dopo qualche mese vengo contattato dal Presidente per un incontro presso il centro sportivo Torre Angela, base dell’Acds Group per gli allenamenti e le partite casalinghe. Qui mi venne proposto il ruolo di Direttore Sportivo in corsa, con il compito di rimettere sui binari della partecipazione e del senso di appartenenza un gruppo che aveva perso un pò di fiducia.

D: Da quest’estate hai potuto programmare la stagione dall’inizio. Raccontaci come è nata la nuova Acds targata 2017/18

R: La Stagione passata mi ha permesso di iniziare il lavoro da Gennaio insieme al Mister Rubenni. Devo dire che si è creato subito una forte empatia con il Mister, persona umanamente sopra la media sempre pronto al dialogo e con un bagaglio tecnico e di personalità eccelsi. Arrivano buoni risultati ma soprattutto buttiamo le basi per questa nuova stagione. Il gruppo di giocatori rimane per il 75% lo stesso. Insieme alla dirigenza riconfermiamo lo staff tecnico di Mister Rubenni, composto dall’allenatore in seconda Vittorio Nardi, preparatore atletico il Prof Marzio Di Canio, ed il preparatore dei portieri Enrico Cremolini. Nel ruolo di dirigenti accompagnatori le figure di Antonio Suriano e Alessandro Feliciotti che sono il cuore ed il motore di questa società, sempre pronti e disponibili con tutti. Pianifichiamo il mercato inserendo colpi mirati e di esperienza in un gruppo già forte e coeso.

D: Direttore in questo momento è facile parlare da primi in classifica con 10 vittorie ed un solo pareggio, ma per lei su cosa bisogna ancora migliorare per riconfermarsi partita dopo partita.

R: Stiamo chiudendo il 2017 con gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Posso dire che la cosa più importante è vedere nei ragazzi lo stesso sguardo del 28 agosto primo giorno di preparazione, la voglia di divertirsi, la propensione all’ascolto e tanto tanto sacrificio continuano ad esserci sempre e comunque. Bisogna continuare su questa strada, e per riuscirci la famiglia Acds dovra’ rimanere unita affrontando da veri uomini tutte le sfide del nuovo anno calcistico.

D: Per concludere Direttore che cosa si aspetta dal 2018 e le lascio lo spazio per fare gli auguri visto il periodo.

R: Per il 2018 mi aspetto la stessa partecipazione da parte di tutti, giocatori, staff e dirigenza. Dobbiamo dimostrare a noi stessi di essere maturi per meritarci quello che ci stiamo prendendo sul campo. Con l’occasione porgo a tutta la società e a tutto l’ambiente giallo blu i miei più sentiti auguri per le prossime Sante festività Natalizie.

Davide Mattogno

D: Ciao Davide sei un portiere classe 94 raccontaci le tue esperienze calcistiche.

R: Buonasera, gioco a calcio da 17 anni esperienze più importanti le ho fatte, a Lariano in Eccellenza, poi sono finito all’Accademia Calcio dove ho fatto un buon campionato per poi smettere l’anno dopo per mancanza di stimoli. Dopo un anno sono stato cercato nuovamente dall’Accademia e dal nuovo presidente che mi ha convinto a riprendere. Scelta giusta visto che ho vinto il mio primo campionato di Prima categoria.

D: Raccontaci come è nato il passaggio dall’Accademia Calcio all’Acds Group

R: Quest’anno avevo deciso di fermarmi, ma poi ho ricevuto la chiamata del direttore Lazzeri che mi ha invitato ad incontrarci per farmi vedere la realtà Acds. Ho visto subito un grande ambiente ed una società ambiziosa. La cosa bella poi e’ stato avvicinarmi a casa e scegliere una squadra che rappresentasse il mio quartiere.

D: La Società ti ha voluto fortemente, raccontaci come ti sei trovato con il gruppo, lo staff e se hai trovato differenze scendendo di categoria

R: Sono contento che la società ha puntato su di me. Ho trovato un gruppo fantastico che mi ha fatto sentire subito a casa. Lo staff un lusso per questa categoria, sempre presente e pronto a spronarti e motivarti in ogni situazione. Ho trovato anche Mister Rubenni tecnico giovane ma preparatissimo, che a differenza di molti altri segue da vicino il lavoro dei suoi portieri e li integra moltissimo nei lavori di reparto.

D: In questo momento siete la miglior difesa del campionato, qual è per te il vostro punto di forza, ed invece dove pensi che dovete migliorare come reparto.

R: Il reparto è formato da persone leali, sincere e pronte a sacrificarsi per il compagno. Il nostro punto di forza e la fiducia tra di noi e l’Unione. Dobbiamo invece migliorare cercando di non avere cali di concentrazione, che ci hanno fatto prendere dei gol evitabilissimi. Molti dicono che scendere di categoria è la morte del giocatore, io ho ritrovato gli stimoli e soprattutto ho trovato un ambiente che è difficile trovare da altre parti.

Matteo Prati

D: Matteo da quanti anni giochi a calcio, e qual e’ stata la tua prima partita con l’Acds.

R: Gioco a calcio da quando avevo 5 anni, il mio esordio con questa maglia 5 anni fa fuori casa in terza categoria Real Calcio Eur – Acds 0-1 gol di Angelo Napolitano.

D: Sei uno dei piu’ giovani ed anche uno dei piu’ anziani in questo gruppo, ci racconti come é giocare al fianco di Marco Prati che oltre ad essere tuo fratello maggiore é anche il capitano dell’Acds.

R: Per me giocare al fianco di mio fratello é come essere arrivato a giocare in serie A, corono un sogno che rincorrevo da anni. Infatti la scelta di giocare in terza categoria a 18 anni, é stata proprio per giocare vicino a mio fratello. Purtroppo per due infortuni uno mio ed uno suo, in 5 anni siamo riusciti a fare insieme solo 15 partite. Per quanto riguarda l’intesa, credo che ci completiamo, lui forte fisicamente e tatticamente, io veloce e tecnico.

D: Cosa pensi di questo grande inizio di Campionato.

R: Abbiamo iniziato alla grande dal 28 Agosto. Stiamo mettendo sul campo quello che ci chiede il mister Rubenni e seguiamo alla lettera il Prof Marzio Di Canio sulle sedute atletiche. Stiamo li davanti insieme ad un’altra grande squadra il San Cesareo, ma sono sicuro che lotteremo fino alla fine per raggiungere il nostro obbiettivo.

D: Parlaci del gruppo e di come sono gli allenamenti durante la settimana.

R: Il gruppo é fantastico, siamo pronti per lottare sempre per il compagno, un gruppo vincente con due giocatori di livello per ogni ruolo. Gli allenamenti di mister Rubenni sono sempre nuovi e stimolanti, sempre con il pallone senza tempi morti, mirati a farci migliorare settimana dopo settimana. Tutto questo grazie anche ad una grande condizione atletica, merito ovviamente del prof Di Canio. Peccato che in questo mometo sono fuori ma tornero’ piu’ forte di prima.

D: Sono 5 anni che vesti questa maglia tra le tante persone che sono passate da queste parti chi ricordi con piu’ affetto.

R:Ci sono state tantissime persone di spessore passate all’Acds, ora sono fortunato ad avere mister Rubenni allenatore giovane ma di grandi prospettive. Sia noi come gruppo che lui come allenatore abbiamo tanto da migliorare, ma sono sicuro che il mister ha le potenzialita’ che gli permetteranno di fare un grande lavoro con noi ed in futuro di andare in piazze ancora piu’ importanti.
Il mio ricordo pero’ va al mio primo mister dell’Acds Franco Protano. Persona fantastica dal punto di vista umano e preparatissima come tecnico. Con lui sono cresciuto tantissimo e se ora siamo dove siamo e’ anche merito suo. Lui ha iniziato un progetto che continua a crescere negli anni. Per questo gli auguro il meglio per questa sua nuova avventura in terza categoria.

 

VALERIO BUGIARETTI

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e barba
Questa settimana siamo in compagnia di Valerio Bugiaretti, centrocampista trequartista dell’ACDS GROUP, stavolta è il suo turno per farsi conoscere meglio…

D: Ciao Valerio è arrivato il tuo turno, raccontami la tua esperienza calcistica e soprattutto il tuo arrivo all’Acds

R: Buongiorno, gioco a pallone dall’età di 5 anni e più andavo avanti e più capivo l’amore per questo sport. Nel momento più bello ho dovuto smettere per motivi lavorativi, ed ho continuato a giocare facendo tornei amatoriali. In un torneo di questi un amico mi ha chiesto se avevo voglia di ricominciare, ed ho accettato questa nuova avventura all’Acds.

D: Valerio prima di tutto dimmi perchè ti chiamano Jack Russel, e che ruolo ricopri nell’Acds

R: Il soprannome Jack Russel ce lo dividiamo io e Alessandro Zuccari e ci è stato dato da Stefanino Marcotulli perche’ diciamo, siamo due ragazzi molto vivaci, ci piace ridere, scherzare per tenere sempre allegria nel gruppo.
A me piace giocare nella zona nevralgica del campo, una posizione ben precisa non te la so dire perche’ il mister mi utilizza in più ruoli. Sicuramente posso dirti che mi piace giocare la palla e prendermi il rischio della giocata.

D: Volevo sapere come è stato il tuo inserimento all’interno dello spogliatoio e come vedi il rapporto del mister con i ragazzi e soprattutto nei tuoi confronti.

R: Ormai sono quasi 2 anni che sono entrato in questo spogliatoio, l’inserimento è stato fantastico e mi trovo bene con tutti.
Per quanto riguarda il Mister Rubenni parla con tutti quanti, cerca di confrontarsi con noi sentendo anche le nostre idee sulla nostra posizione in campo, come stiamo fisicamente, ma soprattutto come stiamo mentalmente. Devo dire che in Seconda categoria è difficile trovare un Mister che si preoccupa di tutti e decide di ascoltarti per sentire come stai a livello di gambe, di fiato e si preoccupa soprattutto di capire come stai a livello di testa, per me quest’ultima cosa è molto molto importante.

 

ANDREA PIZZUTI

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, barba e spazio all'aperto

Questa settimana parole e musica di Andrea Pizzuti, attaccante dell’Acds Group:

D: Ciao Andrea, raccontaci anche tu come gli altri che ti hanno preceduto la tua esperienza calcistica e il tuo approdo all’ACDS.

R: La mia esperienza calcistica inizia a 12 anni con la Roma 8, passando per San Lorenzo, Torrenova, Real Aurora fino ad arrivare in questa società che mi ha accolto come una famiglia e dove spero di poter rimanere a lungo. Ci sono stati tanti momenti belli e altri meno belli che hanno purtroppo condizionato spesso il mio rendimento in campo non permettendomi di giocare, ma che ormai sono riuscito a mettermi alle spalle allenandomi con regolarità e trovando una buona condizione in campo. Spero di non fermarmi più e togliermi belle soddisfazioni con questa maglia.

D: Parlando di te in campo allora, domenica scorsa ti ho visto impiegato come punta centrale mentre altre volte ti ho visto essere utilizzato sia a sx che a dx sempre nel tridente. Tu hai delle preferenze e come ti trovi in base a quello che ti chiede il Mister?

R: Io ho iniziato a giocare punta di movimento nel 442 quindi possiamo dire che il ruolo che a me piace di più è la punta centrale, ma comunque con gli anni quasi tutti gli allenatori che ho incontrato mi hanno usato da esterno dei tre davanti per sfruttare la velocità e il dribbling. A me comunque va bene tutto, l’importante è rendere allo stesso modo in tutti i ruoli. Con il Mister adesso stiamo trovando questa soluzione spesso e io sono contento così.

D: Cinque partite e altrettante vittorie, una partenza importante e domenica la trasferta contro la favorita per la vittoria finale ossia lo Sporting San Cesareo. Come state vivendo il momento e come vi state allenando?

R: Domenica c’è una partita importantissima che squadra, società e dirigenza vogliono portare a casa per dare un segnale forte al campionato e che ci porterebbe da soli con sei vittorie al comando del girone. L’atmosfera è serena perché c’è la consapevolezza di essere una squadra forte che vuole arrivare alla promozione in prima categoria. Siamo carichi e stiamo mettendo la giusta intensità negli allenamenti, quindi c’è il giusto mix per portare un risultato favorevole. Me lo auguro e faccio un in bocca al lupo a tutti noi.

D: Essendo tu un ex Real Aurora in passato sei stato un avversario dell’Acds, te la senti di dirci com’è stato essere marcato dal tuo attuale Mister!?

R: Si è vero…è capitato più di una volta di essere marcato dal Mister. C’è sempre stato grande grande rispetto perché entrambi sapevamo di essere dei giocatori importanti per le proprie squadre, non era mai facile per nessuno dei due comunque, perché dalla sua parte l’esperienza, la grinta e l’intelligenza tattica gli permettevano di avere qualche piccolo vantaggio, e io dall’altra sfruttando la mia fisicità, la velocità e l’estro ne avevo altri, quindi sono stati sempre scontri alla pari possiamo dire.

D: Per concludere, ti sei prefissato qualche obiettivo personale per questa stagione?

R: Per questa stagione di obiettivi ce ne sono svariati, il primo sicuramente è riuscire a trovare quella continuità sotto porta che mi permetta di arrivare in doppia cifra. Gli altri te li rivelerò a fine stagione se saranno raggiunti, mi concedo un po’ di scaramanzia.

 

LEONARDO DE VINCENZI

Questa settimana siamo in compagnia del centrocampista Leonardo De Vincenzi, cerchiamo di conoscere meglio anche lui:

D: Leo te sono già un po’ di anni che sei all’ACDS GROUP ma resti lo stesso uno dei giocatori più giovani, raccontaci anche te il tuo excursus calcistico e come sei approdato all’ACDS…

R: Io venivo già da due anni di 2 Categoria non esaltanti dove per problemi societari mi ritrovai senza squadra, e sentendo i miei cugini Marco e Matteo Prati (ma anche Stefano e Alessandro Ciccalotti), ho scelto di scendere di categoria. All’inizio ero un po’ scettico perché pensavo magari di non divertirmi tanto in 3 categoria e anche perché non sapevo cosa aspettarmi, poi invece bastarono le prime due partite di campionato per farmi cambiare idea in particolare la seconda partita, Acds Group-Atletico Garbatella che finì 3-2 per noi, e quella è stata veramente la partita dove per me è cominciata una seconda vita calcistica.

D: Quest’anno la società ha cambiato più di qualcosa a centrocampo, tu sei rimasto e da quanto ho visto fino ad oggi hai sempre giocato nell’undici titolare. Come per gli attaccanti la concorrenza è parecchia, cosa ci puoi dire a riguardo?

R: Si, quest’anno la società ha inserito tre nuovi centrocampisti mentre numericamente ne abbiamo persi due. Siamo in sette per tre posti ed è normale che la concorrenza sia aumentata, ma se questo serve per alzare il livello della squadra e le prestazioni di ognuno di noi allora ben venga…è sempre ben accetta. Soffermandomi solo sui nuovi, sono stati tre innesti di valore e tutti quanti con caratteristiche specifiche: è arrivato Lam che ha uno strapotere fisico e che con i suoi centimetri può essere pericoloso sulle palle inattive, l’anno scorso sono state un aspetto dove abbiamo sofferto e dove abbiamo perso per strada punti importanti. Sono arrivati Florio e Di Giorgio che hanno giocato in categorie superiori, quindi dal punto di vista dell’esperienza ci danno una grossissima mano e sono sicuro che saranno molto utili perché per fare dei campionati di vertice sono indispensabili i giocatori di esperienza.

D: Alla luce di questo, dove pensi possa arrivare questo Acds Group?

R: La squadra è stata sicuramente costruita per fare un campionato di vertice e comunque di alta classifica. Al momento la strafavorita per la vittoria finale rimane lo Sporting San Cesareo secondo me, però subito sotto di loro ci sono un paio di squadre come il Marino, il Pro Appio, la Dinamo Labico e nel quale ci inserisco anche l’Acds che può dar fastidio e battagliare per il secondo/terzo posto che nel 90% dei casi valgono la promozione in Prima Categoria, e poi diciamo che se una di queste squadre riuscirà a fare l’exploit forse potrà riuscire anche a dare fastidio allo Sporting San Cesareo per la vittoria finale…anche se è difficile.

D: Per concludere vorrei chiederti un parere, visto che sono tanti anni che sei una trigre giallo-blu (e uno dei più amati all’interno dello spogliatoio), sugli allenatori che hai avuto in tutto questo tempo.

R: Ci sono stati vari allenatori che sino avvicendati durante tutta la mia avventura con l’Acds, e ognuno di loro è stato importante per me e per la mia crescita come calciatore. Da Protano…che ci ha traghettato dalla Terza alla Seconda Categoria ed era un sergente di ferro…a Tocci che ha fatto un ottimo lavoro con la squadra che aveva a disposizione e per il girone in cui eravamo capitati…a Fiatti che è stato quello che forse ci ha dato un’identita di gioco più precisa rispetto agli altri…fino ad arrivare a Rubenni, l’allenatore che forse si danna di più l’anima durante la settimana e che mette tutto sé stesso nella preparazione dell’allenamento, diciamo forse è il più minuzioso di tutti quanti e tiene molto alla cura dei particolari.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone che praticano sport, persone in piedi e spazio all'aperto

 

GIANCARLO DI BARI

Questa settimana abbiamo il piacere di incontrare l’attaccante Giancarlo Di Bari, il giorno dopo la vittoria della ACDS GROUP per 3-0 sul Castel San Pietro Romano dove ha aperto le marcature, conosciamolo meglio.

D: Tu sei arrivato l’anno scorso in questa squadra e non avendoti visto prima di allora devo dire che quello che sentivo raccontare da chi già ti conosceva, corrispondeva al vero. Tradotto, ti ho visto fare un girone di andata molto buono, poi è successo qualcosa…

R: L’anno scorso è successo che siamo arrivati ad una partita importantissima che volevo giocare a tutti i costi anche se non stavo benissimo per via di un infortunio alla spalla rimediato due settimane prima. Purtroppo in quella partita subentrai nel secondo tempo con il risultato già compromesso e con dieci giocatori in campo per noi e prevalse il nervosismo. E poi diciamo che mi sono allontanato dalla società, mi ricordo a fine partita dissi all’allora Direttore Sportivo che non sarei più andato e la settimana dopo, al termine di una riunione con la dirigenza mi comunicarono l’allontanamento dalla squadra.

D: Però ora sei qui, cosa ha fatto si di avere la possibilità di riverderti in giallo-blu?
R: L’anno scorso avevamo l’obiettivo di salire di categoria e io a metà stagione ho lasciato. A prescindere dalle mie colpe o dei fraintendimenti con la società, abbiamo lasciato una cosa a metà. A maggio/giugno presidente e vice-presidente mi hanno “corteggiato” e mi hanno fatto tornare la voglia di fare il salto di categoria con questa squadra e di poter dimostrare che possiamo stare in Prima a giocarcela con tutti.

D: E questo decisamente è un bene per tutti. Che squadra hai ritrovato dopo 6 mesi?
R: Ho ritrovato una squadra più pronta. Quando me ne sono andato poi erano già 2/3 mesi che rompevo le scatole ad un amico, più che amico un fratello che è Nico Federici per il fatto che ancora non avevamo mai fatto una partita di categoria insieme. Quest’anno finalmente ci siamo tutti e due, e la società ha acquistato giocatori d’esperienza a centrocampo, oltre ad aver sistemato i tasselli dove avevamo delle mancanze. Siamo una squadra pronta a vincere proprio come vuole la società.

D: Là davanti ci si aspetta molto da voi attaccanti, siete tutti giocatori importanti, come va l’intesa tra di voi?

R: Abbiamo un grande reparto offensivo, Federici, Pizzuti, Mastropietro, Angelini…c’è una grossa concorrenza e penso che possa fare solo del bene. Ognuno sa che quando è in campo deve dare il 100% e che dietro è sempre pronto un compagno all’altezza.

D: In queste prime tre partite sono arrivati nove punti…

R: Nelle prime tre partite abbiamo fatto quello che dovevamo fare, non era scontato ma abbiamo fatto nove punti. Sabato abbiamo una partita importantissima e dobbiamo essere concentrati e portare a casa altri tre punti come ogni domenica. E’ difficile ma noi proveremo a vincere tutte le partite.

D: Che obiettivi hai per quest’anno alla luce del fatto che ad occhio e croce hai fatto un ottimo inizio di campionato?

R: Il mio obiettivo è lo stesso di quello della squadra, voglio vincere il campionato. Ovviamente ci sono i gol e tutto quello che può arrivare a livello personale mi può solo fare contento. Un altro obiettivo, che esula da discorsi tattici o tecnici ma che c’entra molto con la mia storia di giocatore, è che mi piacerebbe cercare di prendere il minor numero possibile di cartellini e giocare più partite possibile.
Voglio chiudere salutando Stefano La Marca e tutti i nostri tifosi che ogni domenica ci seguono numerosi sia in casa che in trasferta

Continua la rubrica a cura di Luca Panchini oggi conosciamo:

MICHELE FLORIO

D: Questa settimana abbiamo il piacere di incontrare Michele Florio, nuovo acquisto dell’ ACDS GROUP e già in grado di ricevere domenica scorsa la fascia da capitano grazie anche alla grande esperienza che porta in dote. Ciao Michele, raccontaci intanto la tua esperienza calcistica e le tappe che hai affrontato prima di approdare in questa realtà.

R: Posso dire che la mia esperienza per quanto riguarda il calcio è stata abbastanza gratificante. Oltre 20 campionati giocati tra Promozione ed Eccellenza con esperienze come, tra le altre, Tor Sapienza, Tor Di Quinto, Palestrina, San Filippo Neri. Più di 300 partite all’attivo come difensore centrale ma con la capacità di giocare in più ruoli, come quest’anno ad esempio, dove faccio il centrocampista.

D: Immagino avrai avuto parecchie offerte estive, cosa ti ha spinto a scegliere l’ACDS GROUP?

R: Avevo sentito parlare molto bene di questa società e appena ce ne è stata realmente l’occasione sono venuto qui, soprattutto grazie al Direttore Sportivo Andrea Lazzeri. Oltre ad aver trovato un gruppo fantastico ho travato anche un allenatore come Andrea Rubenni, e uno staff tecnico molto competente e disponibile. L’impatto che ho avuto è stato quindi da subito molto coinvolgente e mi sono inserito benissimo, la dirigenza non mi ha fatto mancare niente e tutt’ora non me lo fa mancare e di questo devo ringraziare il Presidente Davide Miscoli che mi ha dato la possibilità di essere qui.

D: Dopo due giornate e altrettante vittorie tutto sembra essere iniziato in modo ottimale. Le tue sensazione dopo i primi 180’ stagionali?

R: Partendo con due vittorie le impressioni non possono che essere buone, dobbiamo lavorare sulla tranquillità dei ragazzi perché essendo una squadra giovane, potrà capitare in qualche partita di non riuscire a sbloccare il risultato o di non ottenerne uno. Dobbiamo essere bravi a rimanere calmi e imporre il nostro gioco come ci insegna il Mister durante la settimana.

D: A proposito della rosa giovane che hai trovato, c’è un giocatore che ti ha colpito in modo particolare?

R: Sono ragazzi veramente speciali, tutti hanno una gran voglia di arrivare al massimo obiettivo. Non mollano mai e sono veramente contento di far parte di questa famiglia, spero di essere d’aiuto per raggiungere quello che ci siamo prefissati e quindi un in bocca al lupo a tutti noi!

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi e spazio all'aperto