L’angolo del Panco

Questa settimana conosciamo:

Marco Marrocchini

D: Oggi abbiamo il piacere di fare due chiacchiere col giocatore più giovane della rosa dell’ACDS, Marco Marocchini che ci racconterà subito il suo percorso calcistico. Ciao Marco!

R: Buongiorno Luca ho iniziato a giocare a pallone all’età di 6 anni presso il Castelverde e dopo 6 anni di permanenza sono andato un anno al Palestrina, poi mi sono fermato per un anno per poi ricominciare passando 3 anni al Casilina ed infine questo è il mio secondo anno all’ACDS alla quale sono approdato l’anno scorso alla juniores grazie ad un contatto del mister Rubenni.

D: Raccontaci allora della tua esperienza in questo bienno che hai passato con i colori giallo-blu.

R: Beh in questa società mi sono trovato bene sin dal primo giorno in cui ho fatto la prova quando ho visto subito nel mister e nel suo staff grande determinazione e passione. È una società che nonostante sia molto giovane vuole fare le cose fatte bene sia negli allenamenti dove non ci si annoia mai grazie al Mister Rubenni , dove non ci sono mai tempi morti e col prof Marzio Di Canio siamo sempre in ottima condizione fisica. A livello di dirigenza devo dire che sono sempre molto presenti in campo sia nelle partite sia negli allenamenti non facendoci mai mancare nulla. Per non dimenticare Sandro e Tonino che anche loro stanno sempre al campo e ci aiutano in tutto. Insomma è una società a cui sono molto legato e dove voglio restare a lungo.

D: Essendo tu il più giovane della rosa, che tipo di atteggiamento hanno avuto i tuoi compagni nei tuoi confronti e in che modo tu hai cercato di relazionarti con loro.

R: Essendo il più giovane sono entrato in punta di piedi in questa squadra perché se anche in realtà li conoscevo non avevo confidenza, e allora ho preferito essere cauto. Dopo la prima settimana di preparazione i ragazzi mi hanno già fatto sentire parte integrante del gruppo senza nonnismi o cose varie. Devo dire che questo è un gruppo fantastico sia dentro che fuori dal campo sono…anzi…siamo un gruppo fantastico dove ognuno è pronto ad aiutare il compagno. In poche parole voglio bene ad ogni singola persona del gruppo, anche chi è andato via a dicembre…

D: Senti Marco, oltre ad essere un grandissimo sbandieratore ed uno dei capi ultras quando ti trovi fuori dal campo, raccontaci qualcosa sul tuo ruolo, quello che ti piace fare in campo e quello che ti chiede il Mister.

R: Durante la mia “carriera” calcistica, se così la vogliamo chiamare, ho giocato in tutti i ruoli partendo dalla punta e finendo addirittura in porta in una partita ahahah, però i ruoli dove mi trovo meglio sono il terzino destro o sinistro non ho problemi, oppure la mezz’ala. Il mister durante gli allenamenti chiede a me come a tutti la massima concentrazione senza mettere troppa pressione e facendoci comunque divertire. A me ha sempre detto di andare da altre parti perché qui non avrei trovato molto spazio, e secondo lui avrei dovuto giocare di più. Ha sempre creduto in me dal primo giorno che ci siamo conosciuti e infatti lo ringrazio infinitamente perché sono anche cresciuto molto a livello calcistico e anche a livello umano e quando posso lo ringrazio mettendo in campo la stessa passione che mette lui negli allenamenti.

D: Io sono convinto che questo anno passato con tutta gente più grande di te ti abbia dato qualcosa a livello personale che va oltre il risultato sportivo raggiunto. Cosa ti ha spinto quest’estate a rimanere a bordo dell’ACDS pur sapendo che avresti trovato poco spazio?

R: La scelta che mi ha portato a restare è stato il fatto che sono molto affezionato a questa maglia che il Mister Rubenni prima e Mister Trenta dopo, mi hanno fatto capire quanto fosse importante. Poi avendo già passato un anno fantastico il precedente ero ancora più convinto che sarei rimasto qui senza alcuna pretesa. Poi dopo il mio arrivo ripeto che i compagni mi hanno trattato benissimo sin da subito questo mi è stato molto d’aiuto e ho deciso di onorare questa maglia con tutto me stesso.

D: E direi che ci sei riuscito al 110% e se vuoi adesso puoi fare tutti i saluti del caso e dire qualcosa a tutti i tuoi compagni!

R: Ai miei compagni posso solo dire GRAZIE per questa fantastica esperienza e GRAZIE per avermi reso parte integrante del gruppo sin da subito. Vorrei salutare e ringraziare il mister Rubenni per avermi dato sempre fiducia, il preparatore Marzio Di Canio per essere disponibile in ogni situazione ed averci preparato in maniera ottima al campionato e anche tutto il resto dello staff e anche tutta la dirigenza per averci trattato sempre bene e per essere stati sempre presenti. Un’ultima cosa: sempre con gli occhi della tigre e l’ACDS nel cuore!!!

il nostro esterno di fascia Francesco Cremolini

D: Ciao Francesco anche per te la solita domanda raccontaci le tue esperienze calcistiche e l’approdo all’Acds.

R: Ciao Luca, allora inzio allo Spes Artiglio con un grande allenatore come Marcucci, per poi passare alla Romulea grande società ma non erano anni bellissimi e dopo un anno sono passato al Cinecittà Bettini con mister Zazzara. Dopo il Bettini sono passato alla Vigor Perconti dove sono diventato Campione D’Italia con la juniores elite con mister Bellinati. L’anno successivo sono rimasto in Promozione con la Vigor Perconti ma per problemi di lavoro non potevo garantire continuità negli allenamenti. E fu a quel punto che mio padre Preparatore dei Portieri dell’Acds Group mi ha proposto di continuare a giocare scendendo di categoria e venendo in questa bellissima realtà che tre anni fa vedeva anche mio fratello tra i miei compagni di squadra. Ad oggi con un altro campionato vinto, devo dire che è stata una scelta giusta di cuore, dove ho assaporato un calcio romantico che è difficile trovare.

D: Francesco hai giocato con società importantissime ,rapportandoti con Allenatori che hanno fatto la storia del calcio dilettantistico. Senza mettere in paragone i vari allenatori avuti, ti chiedo se il metodo di lavoro del nostro giovane Mister Rubenni è già proiettato per categorie superiori?

R: Penso che anche se giovane ho avuto la fortuna di essere allenato e di aver giocato con persone di spessore nel panorama dillettantistico laziale. Mister Rubenni con il suo staff e soprattutto con il preparatore Marzio Di Canio sono persone preparatissime che ci propongono sempre lavori differenti che ci permettono di lavorare in serenità ed allegria. Mister Rubenni è preparato e sicuramente farà bene ma credo che il lavoro da lui proposto per essere paragonato a certi livelli ha bisogno dell’impegno massimo da parte di ogni singolo giocatore. Mi spiego meglio, il mister puo’ essere bravissimo ma se un ragazzo non si allena sempre al 100% è difficile vedere i miglioramenti. Devo dire che anche in questo il Mister ci stimola per portare sempre il ritmo partita in tutto quello che ci fa fare.

D: Come ultima domanda ti chiedo di spendere due parole per la dirigenza e per il suo operato, e soprattutto che obiettivi ti sei prefissato per il futuro.

R: Credo che la Società ha fatto un ottimo lavoro mettendoci a disposizione tutto per poter far bene. Abbiamo messo un RECORD, quello di vincere con 5 giornate di anticipo che poche squadre negli anni ci sono riuscite. Ora il mio futuro è raggiungere con i miei compagni degli obiettivi che con il Mister ci siamo prefissati, come terminare il campionato da imbattuti e cercare di continuare a vincere facendo un gran bel calcio che ogni domenica diverte i nostri tifosi e ci rende orgogliosi di vestire questa maglia

 

il nostro centrocampista Christian Cholo Colucci

D: Ciao Christian anche per te raccontaci il tuo trascorso calcistico prima di approdare all’Acds Group

R: Buongiorno Luca ho iniziato a giocare a calcio all età di 6 anni al vecchio campo Natalino Orlandi di Torre Angela, dove sono rimasto lì fino a l età di 14 anni. Poi sono approdato al giardinetti e li sono rimasto per 3 anni. Da lì in avanti ogni anno cambiavo squadra: juniores regionali all’ Alessandrino poi l’ultimo anno delle giovanili l’ho fatto al torbellamonaca…Successivamente prima categoria a Tor sapienza poi ho avuto un infortunio e sono stato fermo un anno e tramite conoscenze sono rientrato in seconda categoria a borghesiana dove stato 3 anni..Poi ancora atletico torbellamonaca dell’ attuale presidente Alessio de Santis grande persona ma soprattutto grosso giocatore esperienza fantastica conclusa con un 4 posto..Per poi ritornare grazie al presidente Fabrizio Ciani nuovamente al Torre Angela seconda categoria…poi visto che mi piaceva vivere emozioni diverse sono andato a girovagare per i Castelli e mi sono fermato per 3 anni al colonna. Poi la chiamata dell’amico e dell’ allora direttore sportivo Marco Schiavi che mi ha dato l’opportunità di approdare all’ Acds Group..
Ad oggi non lo so neanche io il perché a giugno ho salutato tutti per tornare a colonna dove ho ritrovato parecchi amici, pero’ purtroppo ho avuto poco spazio avendo comunque fatto 4 partite e 6 gol.
Così chiamai il mister e soprattutto la persona fondamentale dell’ Acds Group Andrea Lazzeri spiegando il mio rammarico, è così mi hanno dato il benestare sia loro che il patron Davide Miscoli, ovviamente hanno tenuto a precisare che dovevo riguadagnarmi il posto è soprattutto sarei partito da ultimo. Ho accettato la sfida ed ora eccomi qui insieme a questo gruppo fantastico ad aver vinto il campionato con 5 giornate di anticipo e dimostrando a chi mi aveva detto che non avrei più giocato che forse si è sbagliato 😂😂 visto che mi sono ritagliato il mio spazio entrando a stagione in corso e giocando anche il big match di ritorno cotro il San cesareo.

D: Che differenza hai trovato tra lo scorso anno e quest’anno, e se ci sono state squadre che ti hanno colpito particolarmente.

R: La differenza tra l’anno scorso e quest’ anno è che ce molto più affiatamento tra di noi e i nuovi soprattutto si sono immersi subito nella realtà Acds. Anche il livello tecnico si è alzato molto rispetto lo scorso anno. La differenza tra le altre squadre credo sia evidente distiamo 17 punti se non sbaglio dalla seconda, avendo dimostrato di essere di una categoria superiore. Le altre squadre non le ho viste benissimo e non riesco a darti un giudizio posso dire che il Labico e il San Cesareo hanno un qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Però devo dire che quest’anno solamente noi potevamo perderlo il campionato, perché questa squadra oltre ad avere un gruppo forte ha dei giocatori senza fare nomi di altre categorie che hanno fatto la differenza.

D: Ormai conosci il Mister Rubenni e credo che ora lui stia lavorando per giocare al massimo queste ultime 5 partite di campionato, mi confermi?

R: Pep guardiola Andrea Rubenni (ride) è talmente meticoloso su tutto che si guarda anche le categorie di pari livello di altre regioni..se abbiamo vinto il merito è anche il suo. Noi come Lui vogliamo terminare il campionato da imbattuti e credo sarebbe una cosa bellissima aver vinto il campionato senza mai perdere una partita. Ah comunque oltre al titolo di campione credo che gli venga dato anche la laurea in psicologia (ride) al MIster Rubenni, perché oltre ad essere un Mister è una persona che riesce ad entrare in ognuno di noi motivandoci e tirando fuori sempre il meglio. E incredibile soprattutto quando si viene da una settimana di stress a lavoro o da altri problemi lui comunque è sempre disponibile, e riesce a farti dimenticare tutto facendoti allenare al meglio.

D: Ora credo sia il momento di parlare della dirigenza e della loro crescita avuta durante tutto quest’anno.

R: L’Acds è una famiglia e credo che la parola famiglia rappresenti in se già tutto…forse è una società solo per la federazione ma per chi c’è dentro e la vive come la viviamo noi sa di che cosa parlo, loro sono sempre presenti ovunque noi siamo, loro solo li…quest’ anno in primis dal patron Davide Miscoli…a Daniele Ferrara amministrati dal grande direttore Andrea Lazzeri passando per l’anima dell’Acds Tonino Suriano al preparatore Enrico Cremolini, passando per Feliciotti Alessandro a Vittorio Nardi, concludendo con il grande Marzio di Canio il nostro grande preparatore atletico..ecco Tutti Noi abbiamo fatto quel salto di qualità per raggiungere gli obiettivi fissati. Scusa l’elenco dei nomi ma se noi siamo come siamo è perchè dietro di noi c’è una catena di persone che lavorano per noi.

D: Ti lascio lo spazio per salutare o ringraziare chi vuoi.

R: Sono io che ringrazio loro che mi hanno voluto riprendere rientrando a far parte di questa fantastica e soprattutto vittoriosa stagione. Dico solo una cosa a Matteo Prati lui capirà ” sembra di stare a thoir” 😂😂😂 comunque grazie anche a te..sempre e comunque ” gli occhi della tigre”

il nostro bomber Nico Federici

D: Ciao Nico solita domanda per iniziare, raccontaci le tue esperienze calcistiche e come sei arrivato all’Acds Group

R: Ho iniziato alla Roma VIII a 7 anni sono rimasto lì circa 5 anni, poi sono stato 3 anni alla Lodigiani, per poi tornare alla Roma VIII dove ho esordito e giocato anche in Promozione.
Successivamente sono andato al pibe de oro a fare la juniores dove c’erano tanti miei amici, e ci sono rimasto 2 anni, facendo juniores e prima squadra anno bellissimo che ci ha visto salire in prima categoria.
Poi sono stato al Villaggio Breda dove ho fatto la prima ma per un problema al cuore sono dovuto stare fermo. Il mio rientro è stato in tempo in tempo per giocare il play out. L’anno successivo sempre al Breda ma non mi trovavo benissimo avevo qualche problema con il mister e mi sentivo spesso con Marco schiavi all’epoca Ds dell’Acds che voleva che vestissi la maglia giallo blu, ma io non ero molto convinto di scendere di categoria.
Poi devo dire che la figura di Stefano La Marca persona per me fantastica, è stata fondamentale per il mio approdo all’Acds. Ho scoperto un ambiente stupendo a Dicembre 2016 con il mio primo allenamento, e giorno dopo giorno mi sono veramente innamorato di questi colori. Sono tanti anni che gioco a calcio ma un ambiente così non l’ho mai visto da nessuna parte.

D: La seconda domanda è una curiosità. Ho notato che ogni domenica hai un seguito in tribuna, tra amici e familiari che vengono a sostenere l’Acds ma soprattutto vengono a tifare per il loro Bomber. Cosa si prova ad avere tante persone che tifano per te fuori dal campo?

R: Per me sono importantissimi, ogni domenica ci sono i miei amici in tribuna che sono per me una seconda famiglia, e mi aiutano a dare il massimo, perche’ voglio cercare sempre di ripagarli sul campo con un mio gol dedicandoglielo esultando sotto il settore.

D: Guardando la classifica mi cade l’occhio sui gol fatti, e sui tuoi 20 gol con tante partite non disputate per il tuo stop. Ma voglio sapere cosa ne pensi della sintonia con il tuo compagno d’attacco che ti tallona a 14 gol, e poi cosa ne pensi di questa stagione straordinaria che state facendo.

R: Con un giocatore come GIANCARLO DI BARI è tutto più facile, con i miei compagni di attacco c’e’ altruismo e sopratutto un’intesa fantastica. Non ci scordiamo poi del signor Mastropietro a 10 gol, un grande centravanti con cui mi trovo molto bene. Per poi terminare con un’altro grande giocatore, il signor Pizzuti e ultimamente anche Cremolini. La cosa bella è che non siamo solo compagni nel campo ma anche fuori.
Per quanto riguarda il campionato abbiamo ancora 6 partite da giocare con il massimo impegno, pero’ posso dirti che se io sono arrivato a quota 20 goal quest’anno è sicuramente grazie ai miei compagni che mi hanno permesso tutto questo.

D: La tua posizione è stata lo scorso anno a sinistra del tridente, ma quest’anno con il ritorno di Di Bari il mister Rubenni ti ha spostato spesso a destra ma altre volte anche punta centrale. Tu dove ti trovi meglio?

R: Per caratteristiche mi trovo meglio a sinistra, ma quest’anno il mister mi ha allenato molto a destra e da centravanti, e devo dire che i numeri sono buoni (ride). A me quello che interessa è vincere e mi metto a disposizione del mister quindi alla fine non ho una preferenza particolare perche’ allenandomi come sto facendo posso giocare in tutte e tre le posizioni.

D:Ultima domanda ti lascio lo spazio per ringraziare e salutare chi vuoi, e se ci vuoi dire due parole su questo anno che sta per concludersi ed i tuoi obiettivi futuri.

R: Questa annata sta andando alla grande e vogliamo finire cercando di vincere più gare possibili.,.Non voglio parlare del prossimo anno mancano ancora 6 partite, ma qui mi sento a casa e credo non c’e’ da aggiungere altro. Vorrei fare un saluto speciale al direttore Andrea e al Patron Miscoli….. e uno ancora più speciale a Stefano La Marca perche’ se sono qui lo devo soprattutto a lui.

 

 

il nostro centrocampista Gianluca Di Giorgio

D: Solita domanda anche per te Gianluca, raccontaci il tuo percorso calcistico e come sei arrivato all’Acds.

R: Buongiorno Luca…
Allora ho iniziato a giocare all’età di 7 anni proprio a torre angela e con quest’anno sono ben 30 anni di attività… diciamo che ho girovagato molto … neanche me li ricordo tutte😂😂😂 visto che tendenzialmente soprattutto negli ultimi 10/12 anni preferivo stare 1 anno e andarmene.
Comunque sono passato da squadre come borussia ,jenne, passando per grottaferrata, Pomezia, colonna, borghesiana, cocciano, e certosa, fino a rimanere gli ultimi 3 anni finalmente fisso a giardinetti.
Poi a giugno sono stato contattato dal ds Andrea Lazzeri (persona meravigliosa ) ci siamo sentiti un paio di volte insieme al patron Miscoli Davide(altra splendida persona..che conosco dai tempi del torre angela ,quindi da 20 anni) e c’è voluto poco per convincermi ad entrare a far parte di questa splendida società.

D: Domenica avete affrontato una partita difficilissima contro un ottimo San Cesareo. Raccontaci come l’avete vissuta e preparata durante la settimana.

R: Devo dire che in settimana l’abbiamo preparata bene, ci siamo allenati alla grande come sempre, ma sicuramente ancora più concentrati perché sapevamo quanto valeva. Il Mister Rubenni è stato bravo a non farci sentire troppo la pressione quindi la settimana è andata via “normalmente” divertendoci sempre ma con lo spirito da grande squadra.
Poi domenica abbiamo dimostrato ancora una volta contro una buona squadra, il nostro valore è che meritiamo assolutamente la testa della classifica.

D: Tu insieme a Michele Florio e al capitano Marco Prati sei uno dei giocatori più esperti e con più anni di calcio giocato sulle spalle. Raccontaci come trasmettete la vostra esperienza durante la settimana ad un gruppo molto giovane come il nostro.

R: Da inizio anno cerchiamo di essere d’aiuto ai ragazzi più giovani ma sempre senza essere troppo invadenti. Cerchiamo soprattutto di richiamarli ad essere più concentrati durante gli allenamenti, dove spesso i ragazzi più giovani hanno voglia di divertirsi senza troppi pensieri. Però devo dire che da inizio anno il gruppo è migliorato anche in questo, capendo i momenti in cui si puo’ scherzare e i momenti invece dove bisogna lavorare. Credo che questo mix di ragazzi giovani con alcune persone esperte sia importante per crescere e per riuscire a fare bene durante tutto l’arco dell’anno e credo che i fatti lo dimostrano.

 

il nostro difensore Andrea Celani

D: Ciao Andrea raccontaci anche tu del tuo percorso calcistico e di come sei approdato all’ACDS GROUP.

R: Ciao Luca! Ho iniziato a giocare al Borussia, da lì mi sono spostato alla Giada Maccarese e al Morena facendo categorie Elite senza grandi piazzamenti in classifica…poi ho iniziato con un anno di anticipo l’esperienza in prima squadra, approdando in Promozione al Ciampino e poi per altri 3 anni al Cava dei Selci sfiorando l’Eccellenza, dalle stelle alle stalle, la società fallì e con alcuni compagni decidemmo di ripartire dalla Terza Categoria con il Real Cava Frattocchie, riuscendo ad avere 2 promozioni consecutive e dopo alcune incomprensioni decisi di cambiare aria e andai al Pro Appio, ed ora mi trovo qui all’ACDS!

D: Giocando con il Pro Appio hai già avuto la possibilità di giocare contro l’ACDS negli anni scorsi allora?

R: No guarda purtroppo giocando con il Pro Appio non vi ho mai incontrato ma con il Real Cava Frattocchie si, ed è stato lì che ho conosciuto/giocato contro il Mister Andrea Rubenni. L’ACDS era una delle nostre principali avversarie, mi ricordo perfettamente di quella squadra perchè aveva un ottimo organico vedi Marco, Matteo Prati, De Vincenzi e lo stesso Mister con il suo secondo Vittorio Nardi. Non a caso non siamo riusciti a batterli in quell’annata.

D: Come sei stato accolto quando sei arrivato e le tue impressioni entrando in questo spogliatoio.

R: Guarda Luca sono venuto qui non conoscendo quasi nessuno e forse è stata questa la motivazione che mi ha conquistato e quest’anno avevo voglia di conoscere nuove persone, nuovi amici. Già dopo il primo giorno di allenamenti avevo trovato tanta sintonia, oltretutto saltando quasi tutta la preparazione per un infortunio. C’era chi mi scriveva per sapere quando sarei tornato disponibile. Si sente, ma soprattutto si vede che c’è un grande gruppo.

D: Domenica mi ha colpito molto l’esultanza dello 0-2, segno sintomatico di quanto sentivate la partita e il bisogno dei 3 punti. Come avete vissuto questo mese in cui c’è stata una sorta di pausa forzata?

R: Si è vero, domenica la partita l’abbiamo sentita molto, avevamo voglia di confermare quanto fatto negli ultimi mesi. La pausa è stata dura, senza le partite ufficiali è difficile cercare di mantenere la concentrazione ed il ritmo ma con il Prof. Marzio Di Canio non è mancato il richiamo atletico, per cercare di concludere le 8 partite rimaste in maniera brillante e al massimo della condizione fisica.

D: E poi immagino ci sia anche l’allenatore, che ora tu ci dirai come opera per mantenere alta la concentrazione dei suoi giocatori diciamo…giusto???

R: Giusto???? Mmmmm….scherzo!!! Il mister Rubenni mi ha cercato quest’estate, mi ha chiesto di incontrarci insieme al Direttore Andrea Lazzeri e ho subito capito che avevano tutti e due voglia di divertirsi e allo stesso tempo fare le cose seriamente, e così è stato confermandomelo negli allenamenti. Non ci sono mai tempi morti, c’è sempre la palla e soprattutto si fanno le cose con criterio e serietà. Questo ha portato ad ottenere risultati veramente importanti, poi mister Rubenni è sempre aperto al confronto, si mette nei nostri panni e cerca di farci passare le ore di allenamento spensierati si, ma con la consapevolezza che stiamo facendo davvero delle cose che rimarranno impresse dentro ognuno di noi.

D: Domenica c’è il big-match, arriva la seconda in classifica ci sarà molta gente sugli spalti. Come state preparando la partita?

R: Beh si Luca domenica sappiamo tutti quanto è importante la partita, ma io personalmente non la caricherei più di tanto, abbiamo fatto davvero molti sacrifici da inizio anno e so che chiunque entrerà in campo darà il massimo, così come chi non entrerà. Sicuramente è importante ma non decisiva, certo se dovessimo portare a casa i 3 punti metteremo un bel punto al campionato, al contrario se non li dovessimo prendere avremo un motivo in più per finire il campionato con serietà e sacrificio. Non mi hai chiesto un pronostico?? Tranquillo te lo do io…mmm fammi pensare…ti dico solo che mi piace pensare che segni Stefano Marcotulli, ho legato molto con lui anche se ci “litighiamo” il posto la domenica, ed è veramente il compagno che ogni squadra dovrebbe avere. Prima di salutarti volevo fare un saluto ad ogni singola persona che mette il cuore per questa società, perché è composta da persone veramente sincere e oneste. Ci vediamo domenica!!!

il nostro difensore Simone Lerose

D: Ciao Simone! Anche per te la solita domanda iniziale, ossia raccontaci il tuo percorso calcistico e il tuo approdo all’ACDS.

R: Ciao Luca, la mia carriera calcistica è cominciata tardi, dai 5 anni e mezzo ho fatto Judo agonistico ad alti livelli fino al 2004 quando ho deciso di buttarmi in un gioco di squadra, nel Casc della Banca d’Italia, in seconda categoria nell’Italcalcio. Da lì per più di 10 anni ho fatto la seconda categoria. Poi un anno abbiamo creato insieme ad altri amici lo United Torre Angela, i tre anni prima dell’ACDS, al campo dell’Aspertini c’era la “mia” squadra, dico mia in quanto ero il capitano. Un’esperienza indimenticabile, siamo arrivati secondi il primo anno in Terza Categoria, e poi due anni di seconda. Poi per problemi con la Presidentessa il titolo è stato venduto. Volevo smettere appena perso la mia squadra, e ho avuto mio figlio Mattia, successivamente nel 2014 Marco Schiavi mi ha voluto fortemente ributtare in pista. Ed ora sono due anni che sono con voi in questa fantastica società.

D: A prescindere dai punti di vantaggio sulla seconda in classifica, come state vivendo questa sorta di pausa forzata dal campionato?

R: A mio avviso non è stata una cosa negativa, anche perché come abbiamo visto c’era stato un piccolo momento di flessione, ora sarà solamente il campo a darci le risposte se questa sosta avrà fatto bene o male. Quello che posso invece affermare con fermezza che il gruppo è solido e motivato. Come ti ho raccontato prima, sostenevo che sarebbe stato difficile eguagliare il gruppo in cui per 3 anni ho fatto il capitano, ma questo, veramente sta mettendo a dura prova questa mia convinzione.

D: …e tu mi sembri un leader silenzioso all’interno del gruppo. Me ne sai indicare altri?

R: Guarda Luca, sinceramente a parte il capitano che è una figura di riferimento anche per un vecchietto come me, tutti quanti gli altri (capitano compreso) facciamo parte di una unica figura…la squadra! Si vince e si perde tutti insieme, è difficile da credere, ma anche giocando poco mi sento parte di questo progetto, un’attore non una comparsa e questo è grazie alla società e ai miei compagni che sono fantastici.

D: Com’è l’ACDS fuori dall’impianto sportivo di Torre Angela?

R: Io sono un padre di famiglia e mi è difficile frequentare assiduamente i compagni, però cerco di essere presente il più possibile nei limiti delle disponibilità di orario, perché il gruppo che c’è nello spogliatoio c’è anche fuori. Mi diverto con loro, mi sento ancora giovane e cerco di dimostrarlo fuori e dentro il campo.

D: Si percepisce questo tuo divertimento nell’essere parte integrante di questo gruppo, e alla luce di ciò come immagini il tuo futuro e quello dell’ACDS? E visto che siamo in conclusione hai tutto lo spazio che vuoi per salutare chi ti pare!

R: Allora Luca, il futuro? Dipende molto da come finisce la stagione, nel senso che mi faccio una domanda: posso essere un giocatore di prima categoria? Mi potrei ancora mettere in discussione ma ci sono ancora troppe variabili anche extra campo che mi portano ora a pensare al presente. Sicuramente non potrò stare senza allenamento!!!! Quindi in un modo e nell’altro sarò presente per questa fantastica società…se lo vorranno!
Mentre per i saluti, non è una cavolata…ma come potrei salutare alcuni e trascurare altri? Veramente credo che siamo in un modo o nell’altro tutti importanti sia calcisticamente che umanamente. Ovviamente ci sono persone con cui posso aver legato di più, Stefano Marcotulli, Zuccari, Besi, il capitano, Matteo Prati, ma tutti! Direi tutti! Saluto tutti e forza ragazzi uniti fino alla fine per esaudire il nostro sogno

Poi ci tenevo a spendere due parole anche per il Presidente, la dirigenza, il Mister Rubenni ed il suo staff. Semplicemente FANTASTICI!!!

il nostro centrocampista Besi Qamili

D: Ciao Besi domanda classica per rompere il ghiaccio visto il periodo, raccontaci come sei arrivato all’Acds e quali sono stati i tuoi trascorsi calcistici.

R: Ciao Luca, ho iniziato a giocare quando avevo 6 anni e da lì non ho mai smesso fino a quando avevo 22 anni, poi dopo un paio di anni fermo il vecchio direttore Marco Schiavi mi ha chiesto se mi andava di riprendere, e lo scorso anno ho deciso di ricominciare con l’Acds.

D: Sono due anni che vesti questi colori, che cosa è cambiato quest’anno rispetto allo scorso anno per permettervi di fare un campionato di livello come questo che stiamo vedendo.

R: Sicuramente una delle cose più rilevanti è il gruppo, l’anno scorso c’era qualcuno che pensava solo a se, mentre quest’anno è molto più affiatato. C’e’ la voglia di sacrificarsi per il compagno e soprattutto la voglia di vincere.

D: All’interno dello spogliatoio riesci a dirci due figure importanti per questa squadra?

R: Secondo me non ce ne sono solo due, il nostro è un gruppo nel quale ognuno è importane modo suo…però per me all’interno della società c’e’ una persona fondamentale che è il direttore Andrea Lazzeri è sempre disponibile per tutti noi per ogni problema fuori e dentro al campo ed in queste categorie una persona come lui risulta essere determinante.

D: Ultima domanda la riserviamo alla dirigenza, come li vedi e come stanno vivendo per te questo momento.

R: Li vedo abbastanza soddisfatti, hanno fatto un grande lavoro per migliorare la squadra in estate e credo che i risultati si incominciano a vedere. Ovviamente non abbiamo fatto ancora nulla e bisogna mantenere alta la concentrazione fino alla fine, non solo noi come giocatori, ma tutti, staff, dirigenza e tifosi.

 

l nostro centrocampista Christian Sibio

D: Ciao Christian conoscendoti volevo farti una domanda diversa per iniziare. Tu hai giocato molte volte contro l’Acds, come la vedevi da avversario e come sei arrivato a vestire questa maglia.

R: Ciao Luca, allora da avversario ho sempre rispettato l’Acds perche’ alcuni miei compagni che giocavano con me a Ponte di Nona conoscevano bene questo fantastico ambiente e ne parlavano sempre benissimo. Dopo tante esperienze in categorie superiori, sono arrivato all’Acds grazie al Mister Tocci, purtroppo per me i primi periodi non sono stati bellissimi per dei miei problemi personali, che non mi hanno permesso di allenarmi con continuità e dare quello che avrei voluto. Pero’ ho avuto il piacere di conoscere questa fantastica famiglia e di conoscere te ed il mister Rubenni che all’epoca era il capitano dell’Acds. Per concludere posso dire che ora per me l’Acds è una seconda pelle.

D: Visto che hai parlato dei tuoi problemi, vorrei fare un passo indietro e ritornare allo scorso anno che ti vedevo spesso fare differenziato per problemi al ginocchio e scalpitare per non trovare la forma giusta, mentre ora stiamo vedendo finalmente il vero Sibio, quel giocatore che gioca sempre a due tocchi con qualità in ogni zona del campo. Come stai vivendo questo momento?

R: Lo scorso anno a parte i problemi fisici, trovavo anche poco spazio ed avevo deciso a dicembre di andare via in prestito visto che mi sentivo di poter dare ancora molto come giocatore. Il Presidente alla mia richiesta mi ha fermato dicendomi di aspettare. L’arrivo di Mister Rubenni lo scorso anno a Gennaio, mi ha fatto cambiare idea perche’ oltre ad essere un grande allenatore, è un uomo vero, sempre sincero e pronto a metterti davanti alla realtà senza prenderti in giro. Con lui sono cresciuto molto, perche’ ho sentito la sua fiducia ma cosa più importante mi ha insegnato che nel calcio bisogna sapersi gestire per giocare sempre al meglio, facendomi soprattutto capire che spesso si puo’ essere decisivi anche entrando a partita in corso. E’ ovvio che poi quest’anno è tutto più semplice con i risultati e con la fiducia di tutti mi sento bene, ma ancora non sto al 100% e sono sicuro che con il Prof. Di Canio riuscirò a crescere ancora. Ci tenevo a ringraziare proprio per questo il Prof che ha sempre una grande pazienza con noi e ci aiuta in tutto dandoci sempre tantissimi consigli.

D: In questi 3 anni di presenza all’Acds c’e’ un giocatore che ti ha colpito e che in cuor tuo è il tuo preferito.

R: In questi anni ci sono tanti che porto nel cuore, a partire da te Luca al capitano Marco Prati al Mister Rubenni. Ma se devo fare un nome ti dico Matteo Prati, per me giocatore fantastico, ma devo dire che Matteo mi ha colpito per essere un piccolo uomo data la sua giovane età, sempre pronto ad aiutarti ed aperto al confronto. Anche se non ci frequentiamo fuori dal campo non so per quale motivo ma mi sento molto legato a questo ragazzo, che affronta qualsiasi problema a testa alta. Per concludere pero’ ci tenevo a nominare anche te Luca Panchini che hai sempre creduto in me e nelle mie qualità, cosa che poi ha fatto anche Mister Rubenni e di questo ovviamente ringrazio anche lui che mi ha dato una seconda giovinezza.

D: Visto che hai concluso parlando del Mister, la prossima domanda è su di lui e sull’organizzazione dei suoi allenamenti.

R: Gli allenamenti del Mister sono ottimi, sempre molto stimolanti, ogni seduta è diversa e prevede sempre la presenza del pallone. Il Mister è “malato” Luca, cura ogni singolo movimento, ci prepara ogni settimana alla squadra che andiamo ad affrontare con i rispettivi accorgimenti in base ai moduli degli avversari. Poi Luca ti svelo anche questa, addirittura si documenta sulle misure dei campi dove andiamo a giocare, preparando l’allenamento anche in base a queste informazioni. Quindi per farti capire noi la domenica già sappiamo cosa dobbiamo fare, e tutte queste informazioni ci rendono tranquilli nell’affrontare ogni gara. Poi ovviamente avendo a disposizione per me 26 titolari chi scende in campo è pronto per affrontare al meglio la partita.

D: Ultima domanda cosa ti aspetti da questo fine campionato e se già hai incominciato a pensare al futuro.

R: Il campionato è ancora lungo, mi aspetto il massimo impegno da parte di tutti da qui fino alla fine, affrontando gli avversari sempre con il massimo rispetto ma paura mai di nessuno. Per il futuro dovrò parlare con la società ed il mister, se loro mi tengono, io qui sono a casa e voglio diventare insieme ai vecchi quello che porta lo spirito Acds nei nuovi, rendendo questi colori speciali per tutti.

 

il nostro terzino sinistro Stefano Marcotulli

D: Stefano buonasera iniziamo subito raccontaci come sei arrivato all’Acds e le tue esperienze calcistiche prima di approdare con i colori giallo blu.

R: Ciao Luca arrivo all’Acds 2 anni fa grazie alla Presidenza nelle persone di Stefano La Marca e Davide Miscoli, che conosco da tempo. Le mie esperienze calcistiche iniziano con la Nuova tor tre teste per poi passare al Pro Roma e poi alla Vigor Perconti dove ho militato anche in prima squadra. A 22 anni ho smesso per dedicarmi al lavoro. Ci tenevo nuovamente a ringraziare Stefano La Marca e Davide Miscoli che mi hanno dato questa opportunità e soprattutto perche’ mi hanno permesso di rimettermi in piedi dopo un brutto infortunio.

D: Quest’anno c’e’ un giusto mix tra giovani e giocatori di esperienza. L’entrata di persone come Florio hanno permesso di portare ancora più personalità a questo gruppo. La mia domanda è, che aria si respira dentro lo spogliatoio e chi sono per te i senatori di questa squadra.

R: L’inserimento di Florio per me è stato importantissimo, perche’ oltre ad essere un giocatore di un’altra categoria è anche una persona che si mette a disposizione aiutando tutti. Ci sono pero’ tantissimi giocatori di personalità e soprattutto si respira il rispetto verso la vecchia guardia capeggiata dal capitano Marco Prati che ci ha trasmesso lo spirito Acds e ci ha permesso di farci sentire subito parte integrante di questa famiglia. La cosa più importante pero’ è il gruppo che si è creato senza trovare esaltazione del singolo ma portando avanti un concetto di squadra sempre e comunque.

D: Quest’anno è difficile trovare un reparto più forte dell’altro, ti chiedo pero’ di parlarci del tuo quindi della difesa e di dirci come vivete la competizione tra di voi.

R: La competizione è una cosa fondamentale quando vuoi fare un campionato da protagonista. Per quanto riguarda la difesa posso dirti che è un reparto molto assortito, con giocatori giovani e giocatori di grande esperienza. La competizione tra di noi quest’anno mi ha colpito tantissimo perche’ è sana e non c’e’ invidia tra di noi. Sappiamo che tutti noi ci sacrifichiamo lasciando a casa, fidanzate, mogli, figli e poi quando arriviamo al campo diamo il massimo per giocarci il posto ma sempre con massimo rispetto verso il compagno incitandolo se è lui a scendere al nostro posto.

D: Come vivete la situazione attuale di classifica? E soprattutto qual è il segreto per aver fatto un girone d’andata praticamente perfetto.

R: Per quanto riguarda il cammino fatto nel girone di andata e le tante vittorie effettuate la viviamo molto serenamente. Credo che la cosa più importante che ci sta permettendo di fare questo cammino è allenarsi sempre con il massimo impegno, senza tralasciare un pò di spensieratezza e mettendo alla base di tutto il divertimento per questo sport. Tutto questo ci viene trasmesso dal mister Rubenni che ci ha inculcato la voglia di affrontare tutte le partite con il massimo rispetto per l’avversario, e soprattutto impegnandoci sempre al massimo come se stessimo giocando una finale. Credo che alla fine sia questo il nostro segreto.

D: Ultima domanda è come affronterete questa difficilissima trasferta contro il Castel San Pietro e poi hai parlato di impegni extra campo tra mogli, fidanzate e figli… si ma tu a 31 anni sei single pero’. ahahah

R: (ride) su quest’ultima cosa riguardo la fidanzata mi hai fatto aprire gli occhi, forse non vado più di moda (ride). Tornando seri la partita di sabato mi aspetto una partita difficilissima, perche’ qualsiasi squadra che stiamo affrontando trova tantissime motivazioni per cercare di fare bene. Per noi invece non cambia nulla affronteremo sempre la partita con la massima concentrazione e rispetto per l’avversario cercando di imporre il nostro gioco e soprattutto mantenendo sempre la serenità che ci sta permettendo di giocare a calcio ogni partita.

 

Christian Mastropietro

D: Questa settimana ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il puntero dell’ACDS Christian Mastropietro, ed anche a lui voglio subito chiedere di raccontarci la sua esperienza calcistica e il suo arrivo all’ACDS.

R: Questo è il mio secondo anno all’ACDS anche se l’anno scorso è stato un anno molto complicato per molti aspetti. L’ex Direttore Sportivo Marco Schiavi mi ha contattato per venire qui. Sinceramente ero scettico perche’ mi ero allontanato da questo mondo perché vedevo un mondo sporco, un mondo in cui non c’era una vera giustizia calcistica, e comunque sia ho provato a venirmi ad allenare solo perché stavo vicino casa…mi dicevo che la categoria è quella che è, il gruppo non lo conosco così come la Società e quindi non sapevo a cosa sarei andato incontro, ed invece…ho trovato veramente un ambiente sereno, professionale, bellissimo per lavorarci. Prima di arrivare all’ACDS la mia ultima esperienza era stata in Eccellenza con l’Audace San Vito Empolitana e prima ancora c’è stata la Ternana che è stata la mia esperienza più importante visto che mi ha permesso di lavorare nell’ambiente del calcio professionistico. Come dicevo al mio arrivo non avevo pretese ma avevo solo voglia di ricominciare ad allenarmi, e piano piano mi sono inserito alla grande. Ci tenevo poi a sottolineare la figura di Andrea Lazzeri. Per me il Direttore Sportivo ideale, persona sempre disponibile a risolverti qualsiasi tipo di problema. Ha risolto e gestito i rapporti tra noi, lo staff e la dirigenza facendoci crescere come gruppo giorno dopo giorno. Umanamente poi non ho parole per descriverlo.

D: Il 433 di Mister Rubenni ed il suo attacco, probabilmente, statistiche alla mano è uno dei più forti della categoria, tu sei la punta centrale e quindi oneri ed onori per te…Ti voglio chiedere come va l’intesa con i due tuoi compagni di reparto con i quali scendi spesso in campo, due giocatori eccezionali come te che sono Giancarlo Di Bari e Nico Federici attualmente a quota 11 e 19 gol…com’è giocare con loro in base ai dettami del Mister.

R: il 433 è sicuramente un modulo che a me personalmente piace tantissimo, perché a livello di movimenti ci capiamo tanto e poi ci lavoriamo molto in settimana. Il mio modulo preferito è il 4231 e infatti ne abbiamo parlato proprio in settimana con il Mister. Sull’intesa con i compagni…come si fa a non integrarsi con due campioni del genere? Poi sono sincero io ho un debole per Nico che per me è veramente il numero uno! Abbiamo due esterni fortissimi ma ricordiamoci anche del signor Andrea Pizzuti e di Valerio Bugiaretti…giocatori di livello che farebbero i titolari in qualsiasi squadra, questo fa si che là davanti ci sia una scelta da paura per il mister ogni domenica. Per quanto riguarda Di Bari dico che non sfrutta tutte le sue potenzialità, perché è un giocatore di un’altra categoria e quando è in giornata è praticamente imprendibile.

D: Tu come punta centrare hai dei compiti precisi sia in fase di possesso che di non possesso palla. E’ certamente un lavoro massacrante per la punta centrale ed è per questo che vorrei chiederti di spendere due parole della persona che cura l’aspetto atletico dell’ACDS, ossia Marzio Di Canio. Viene spesso nominato per il suo lavoro ma credo che non venga mai sottolineata la sua importanza per il mister e per questo gruppo.

R: Sono d’accordissimo! Io gli faccio sempre i complimenti di persona. Oltre ad essere una persona speciale e di cuore è veramente un professionista, egoisticamente, dico che è meglio averlo all’interno dei nostri quadri ma, pensando a lui che merita veramente, gli auguro di arrivare in fondo ovunque vada e sono sicuro che raggiungerà tutti i suoi obiettivi!
Per quanto riguarda il 433 molte volte vengo sacrificato, come ad esempio domenica scorsa, statisticamente credo di non aver mai calciato in porta ma non è quello il mio vero obiettivo. Il mio obiettivo reale è quando la squadra vince e gioca bene esprimendo al meglio il nostro gioco. Io sono felicissimo anche quando non tiro in porta e di conseguenza non arrivo a segnare. Naturalmente ogni punta vuole segnare, e questo vale anche per me, però sono contento così e di come viene impostato il nostro gioco.

D: Parliamo del Mister Rubenni e di questa sua mania per la cura dei dettagli, e cosa significa per un giocatore come te averlo e vederlo così giovane e allo stesso tempo così attento, preciso e maniacale nella preparazione degli allenamenti e della partita.

R: E’ veramente un piacere vedere che studia, si applica e vuole migliorare sempre nel suo lavoro. E’ preparatissimo e ha voglia di imparare e personalmente ho un rapporto straordinario con lui. Ovviamente è giovane ed anche lui avrà modo di migliorare ancora soprattutto dal punto di vista del rapporto verso i giocatori, soprattutto se riuscirà a trovare la chiave di lettura giusta come ha fatto con me . Detto questo vorrei salutare tutto l’ACDS, staff, giocatori e tutti quanti con l’augurio che questa magia non finisca mai!!!

 

Massimiliano De Paolis

D: Ciao Massi iniziamo subito, raccontaci come sei arrivato all’Acds e le tue esperienze calcistiche passate.

R: Ciao Luca allora sono arrivato all’Acds Group circa 3 anni fa grazie al Mister Mario Tocci di cui ho una grande stima. Devo dire che non potevo fare scelta migliore perche’ ho trovato un gruppo ed una società fantastica. Le mie esperienze passate si limitano a settore giovanile poi per problemi ho dovuto smettere e poi come ho detto grazie al Mister Tocci mi è arrivata questa opportunità di riprendere.

D: Seconda domanda Massi, molti di noi ti conoscono e soprattutto conoscono le tue grandi doti di carisma e temperamento in mezzo al campo. Ma ti chiedo di descriverti per chi ancora non ti conosce bene, visto che quest’anno causa infortuni ti abbiamo visto molto poco.

R: Credo di essere un giocatore “cuore e polmoni” e mi metto sempre a disposizione della squadra. Ci tengo a precisare una cosa, prima di arrivare sentivo parlare di stile Acds. Solo adesso che lo vivo posso dire che questa parola racchiude tutto, la passione dello staff che ci segue sempre, fino alle persone di contorno Presidente, Direttore, dirigenti che insieme al mister fanno si che questo stile Acds sia unico. Per questo ci tengo a ringraziarli tutti per avermi accolto in questa famiglia.

D: Domenica contro il Labico è arrivata l’ennesima vittoria dopo una partita molto tirata e combattuta, raccontaci per te che partita è stata.

R: E’ stata una partita “maschia” contro una squadra tosta e ben organizzata. Aver subito il gol del pareggio in una partita come quella di domenica avrebbe tagliato le gambe a tutti, ed invece noi siamo riusciti a trovare il gol vittoria. Mai come domenica possiamo dire che è stata la vittoria del gruppo visto che tra le altre cose avevamo moltissime assenze. Per me poi è stata la prima convocazione dopo 3 mesi, ed entrare nel secondo tempo per cercare di aiutare i miei compagni a portare a casa i 3 punti è stato fantastico. Finalmente mi sono rimesso gli scarpini e spero di continuare a dare il mio contributo a questo gruppo incredibile.

 

il jolly difensivo Alessandro Zuccari

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D: Ciao Alessandro cosa si prova ad essere compagni di reparto e soprattutto a giocare al fianco del tuo migliore amico Matteo Prati.

R: Buongiorno Luca prima di rispondere alla tua domanda, volevo salutare quattro persone per me molto importanti, sia a livello calcistico che personale, ovvero il patron Davide Miscoli, Stefano La Marca, Daniele Ferrara ed il direttore Andrea Lazzeri che sono delle persone fantastiche, quasi sempre (ride).
Per quanto riguarda la domanda, devo ammettere che giocare con un amico come compagno di reparto é molto bello, oltre che semplice, considerando che affiniamo l’intesa fuori e dentro al campo. Dagli allievi con il Pro Roma, quando la coppia centrale era Prati, Zuccari, negli anni abbiamo affinato la nostra sintonia in campo, poi migliora ancora di più quando l’amico in questione é un giocatore del calibro di Matteo. Probabilmente il più forte centrale con cui abbia mai giocato specifico centrale, perché se parliamo di terzini ho occhi solo per Marcotulli (ride ancora).

D: Alessandro visto che ho giocato con te per qualche anno e ti ho visto ricoprire più ruoli non solo in difesa, volevo sapere qual è il ruolo dove ti senti più a tuo agio.

R: Ovviamente la cosa più importante é sempre il bene della squadra, quindi io mi metto a disposizione del mister e dei compagni a seconda delle necessità, poi se devo scegliere forse preferisco fare il terzino perché partecipo di più alla manovra offensiva destra o sinistra che sia.

D: Volevo sapere rispetto agli altri anni che cosa c’e’ di diverso che vi sta spingendo a fare bene in questa prima parte di campionato.

R: Credo che i fattori siano tanti, per primo lo spogliatoio molto più coeso, ormai non ci consideriamo più solo compagni ma amici. Poi devo dire che é cambiato molto anche l’atteggiamento mentale dell’approccio alla partita, grazie al mister Rubenni ed al direttore che ci hanno lavorato molto su questo aspetto. Per ultimo e non meno importante sicuramente é il fatto di avere quei fenomeni li davanti Nico Federici, Giancarlo Di Bari, Mastropietro, Pizzuti e il mio compagnuccio di banco Bugiaretti, loro per me sono tutti giocatori validi che sono migliorati tanto e stanno facendo la differenza rispetto agli scorsi anni.

D: Sei un classe 94 ancora giovane ma con già tante partite alle spalle con l’Acds. Raccontaci due gol per te importanti uno del passato ed uno del presente.

R: I due gol più emozionanti sono senza dubbio l’1-1 con la Luditur all’ ultimo respiro che tra l altro coincide con il mio primo gol con l’Acds. Il secondo senza ombra di dubbio il 2 a 2 con il San cesareo che ci ha permesso di tenere la vetta della classifica, e consolidarla qualche settimana dopo. Senza quel gol magari loro non avrebbero sbagliato determinate partite che ora ci hanno portato a +6.

D: Zuccari tu hai avuto modo di giocare anche con il tuo allenatore Andrea Rubenni, ti voglio chiedere cosa vedi del Rubenni calciatore che ha portato anche nel suo essere allenatore. E soprattutto che tipo di mister è Rubenni con voi.

R: Che avrebbe intrapreso la strada dell’allenatore lo si poteva capire… in campo era sempre molto tattico e risaltava soprattutto per il suo carisma in campo e nello spogliatoio.
Poi grazie ai vari corsi, e agli stage che segue frequentemente, ha affinato sia la sua conoscenza calcistica, che la sua leadership. Il mister è molto bravo a variare i suoi allenamenti anche grazie al suo ottimo staff. Devo dire che alcune volte non ci capiamo al volo (ride) ma lo considero un ottimo allenatore.

 

 

Oggi intervistiamo il Direttore Sportivo

Andrea Lazzari

D: Direttore buonasera iniziamo subito come è nata quest’avventura con l’Acds Group.

R: Buonasera a tutti. Tutto nasce per caso tramite un amico, avevo bisogno di fare delle divise per un torneo e vengo indirizzato verso la Serigrafia Roma. Qui conosco tutta la dirigenza dell’Acds, Stefano La Marca per primo poi Davide Miscoli e Daniele Ferrara, che si riveleranno persone fantastiche e pronte a sacrificare tantissimo per questa società. Durante il periodo di creazione e composizione dei completi si parlava spesso di calcio, e fu lì che mi dissero che erano proprietari di una società dilettantistica che militava in Seconda categoria. Ovviamente nelle nostre chiacchierate emergeva sempre il mio modo di vedere le cose sempre mirate alla coesione del gruppo e soprattutto ai principi fondamentali dello sport, lealtà, sacrificio, e voglia di aiutare sempre il compagno. Dopo qualche mese vengo contattato dal Presidente per un incontro presso il centro sportivo Torre Angela, base dell’Acds Group per gli allenamenti e le partite casalinghe. Qui mi venne proposto il ruolo di Direttore Sportivo in corsa, con il compito di rimettere sui binari della partecipazione e del senso di appartenenza un gruppo che aveva perso un pò di fiducia.

D: Da quest’estate hai potuto programmare la stagione dall’inizio. Raccontaci come è nata la nuova Acds targata 2017/18

R: La Stagione passata mi ha permesso di iniziare il lavoro da Gennaio insieme al Mister Rubenni. Devo dire che si è creato subito una forte empatia con il Mister, persona umanamente sopra la media sempre pronto al dialogo e con un bagaglio tecnico e di personalità eccelsi. Arrivano buoni risultati ma soprattutto buttiamo le basi per questa nuova stagione. Il gruppo di giocatori rimane per il 75% lo stesso. Insieme alla dirigenza riconfermiamo lo staff tecnico di Mister Rubenni, composto dall’allenatore in seconda Vittorio Nardi, preparatore atletico il Prof Marzio Di Canio, ed il preparatore dei portieri Enrico Cremolini. Nel ruolo di dirigenti accompagnatori le figure di Antonio Suriano e Alessandro Feliciotti che sono il cuore ed il motore di questa società, sempre pronti e disponibili con tutti. Pianifichiamo il mercato inserendo colpi mirati e di esperienza in un gruppo già forte e coeso.

D: Direttore in questo momento è facile parlare da primi in classifica con 10 vittorie ed un solo pareggio, ma per lei su cosa bisogna ancora migliorare per riconfermarsi partita dopo partita.

R: Stiamo chiudendo il 2017 con gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Posso dire che la cosa più importante è vedere nei ragazzi lo stesso sguardo del 28 agosto primo giorno di preparazione, la voglia di divertirsi, la propensione all’ascolto e tanto tanto sacrificio continuano ad esserci sempre e comunque. Bisogna continuare su questa strada, e per riuscirci la famiglia Acds dovra’ rimanere unita affrontando da veri uomini tutte le sfide del nuovo anno calcistico.

D: Per concludere Direttore che cosa si aspetta dal 2018 e le lascio lo spazio per fare gli auguri visto il periodo.

R: Per il 2018 mi aspetto la stessa partecipazione da parte di tutti, giocatori, staff e dirigenza. Dobbiamo dimostrare a noi stessi di essere maturi per meritarci quello che ci stiamo prendendo sul campo. Con l’occasione porgo a tutta la società e a tutto l’ambiente giallo blu i miei più sentiti auguri per le prossime Sante festività Natalizie.

Davide Mattogno

D: Ciao Davide sei un portiere classe 94 raccontaci le tue esperienze calcistiche.

R: Buonasera, gioco a calcio da 17 anni esperienze più importanti le ho fatte, a Lariano in Eccellenza, poi sono finito all’Accademia Calcio dove ho fatto un buon campionato per poi smettere l’anno dopo per mancanza di stimoli. Dopo un anno sono stato cercato nuovamente dall’Accademia e dal nuovo presidente che mi ha convinto a riprendere. Scelta giusta visto che ho vinto il mio primo campionato di Prima categoria.

D: Raccontaci come è nato il passaggio dall’Accademia Calcio all’Acds Group

R: Quest’anno avevo deciso di fermarmi, ma poi ho ricevuto la chiamata del direttore Lazzeri che mi ha invitato ad incontrarci per farmi vedere la realtà Acds. Ho visto subito un grande ambiente ed una società ambiziosa. La cosa bella poi e’ stato avvicinarmi a casa e scegliere una squadra che rappresentasse il mio quartiere.

D: La Società ti ha voluto fortemente, raccontaci come ti sei trovato con il gruppo, lo staff e se hai trovato differenze scendendo di categoria

R: Sono contento che la società ha puntato su di me. Ho trovato un gruppo fantastico che mi ha fatto sentire subito a casa. Lo staff un lusso per questa categoria, sempre presente e pronto a spronarti e motivarti in ogni situazione. Ho trovato anche Mister Rubenni tecnico giovane ma preparatissimo, che a differenza di molti altri segue da vicino il lavoro dei suoi portieri e li integra moltissimo nei lavori di reparto.

D: In questo momento siete la miglior difesa del campionato, qual è per te il vostro punto di forza, ed invece dove pensi che dovete migliorare come reparto.

R: Il reparto è formato da persone leali, sincere e pronte a sacrificarsi per il compagno. Il nostro punto di forza e la fiducia tra di noi e l’Unione. Dobbiamo invece migliorare cercando di non avere cali di concentrazione, che ci hanno fatto prendere dei gol evitabilissimi. Molti dicono che scendere di categoria è la morte del giocatore, io ho ritrovato gli stimoli e soprattutto ho trovato un ambiente che è difficile trovare da altre parti.

Matteo Prati

D: Matteo da quanti anni giochi a calcio, e qual e’ stata la tua prima partita con l’Acds.

R: Gioco a calcio da quando avevo 5 anni, il mio esordio con questa maglia 5 anni fa fuori casa in terza categoria Real Calcio Eur – Acds 0-1 gol di Angelo Napolitano.

D: Sei uno dei piu’ giovani ed anche uno dei piu’ anziani in questo gruppo, ci racconti come é giocare al fianco di Marco Prati che oltre ad essere tuo fratello maggiore é anche il capitano dell’Acds.

R: Per me giocare al fianco di mio fratello é come essere arrivato a giocare in serie A, corono un sogno che rincorrevo da anni. Infatti la scelta di giocare in terza categoria a 18 anni, é stata proprio per giocare vicino a mio fratello. Purtroppo per due infortuni uno mio ed uno suo, in 5 anni siamo riusciti a fare insieme solo 15 partite. Per quanto riguarda l’intesa, credo che ci completiamo, lui forte fisicamente e tatticamente, io veloce e tecnico.

D: Cosa pensi di questo grande inizio di Campionato.

R: Abbiamo iniziato alla grande dal 28 Agosto. Stiamo mettendo sul campo quello che ci chiede il mister Rubenni e seguiamo alla lettera il Prof Marzio Di Canio sulle sedute atletiche. Stiamo li davanti insieme ad un’altra grande squadra il San Cesareo, ma sono sicuro che lotteremo fino alla fine per raggiungere il nostro obbiettivo.

D: Parlaci del gruppo e di come sono gli allenamenti durante la settimana.

R: Il gruppo é fantastico, siamo pronti per lottare sempre per il compagno, un gruppo vincente con due giocatori di livello per ogni ruolo. Gli allenamenti di mister Rubenni sono sempre nuovi e stimolanti, sempre con il pallone senza tempi morti, mirati a farci migliorare settimana dopo settimana. Tutto questo grazie anche ad una grande condizione atletica, merito ovviamente del prof Di Canio. Peccato che in questo mometo sono fuori ma tornero’ piu’ forte di prima.

D: Sono 5 anni che vesti questa maglia tra le tante persone che sono passate da queste parti chi ricordi con piu’ affetto.

R:Ci sono state tantissime persone di spessore passate all’Acds, ora sono fortunato ad avere mister Rubenni allenatore giovane ma di grandi prospettive. Sia noi come gruppo che lui come allenatore abbiamo tanto da migliorare, ma sono sicuro che il mister ha le potenzialita’ che gli permetteranno di fare un grande lavoro con noi ed in futuro di andare in piazze ancora piu’ importanti.
Il mio ricordo pero’ va al mio primo mister dell’Acds Franco Protano. Persona fantastica dal punto di vista umano e preparatissima come tecnico. Con lui sono cresciuto tantissimo e se ora siamo dove siamo e’ anche merito suo. Lui ha iniziato un progetto che continua a crescere negli anni. Per questo gli auguro il meglio per questa sua nuova avventura in terza categoria.

 

VALERIO BUGIARETTI

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Questa settimana siamo in compagnia di Valerio Bugiaretti, centrocampista trequartista dell’ACDS GROUP, stavolta è il suo turno per farsi conoscere meglio…

D: Ciao Valerio è arrivato il tuo turno, raccontami la tua esperienza calcistica e soprattutto il tuo arrivo all’Acds

R: Buongiorno, gioco a pallone dall’età di 5 anni e più andavo avanti e più capivo l’amore per questo sport. Nel momento più bello ho dovuto smettere per motivi lavorativi, ed ho continuato a giocare facendo tornei amatoriali. In un torneo di questi un amico mi ha chiesto se avevo voglia di ricominciare, ed ho accettato questa nuova avventura all’Acds.

D: Valerio prima di tutto dimmi perchè ti chiamano Jack Russel, e che ruolo ricopri nell’Acds

R: Il soprannome Jack Russel ce lo dividiamo io e Alessandro Zuccari e ci è stato dato da Stefanino Marcotulli perche’ diciamo, siamo due ragazzi molto vivaci, ci piace ridere, scherzare per tenere sempre allegria nel gruppo.
A me piace giocare nella zona nevralgica del campo, una posizione ben precisa non te la so dire perche’ il mister mi utilizza in più ruoli. Sicuramente posso dirti che mi piace giocare la palla e prendermi il rischio della giocata.

D: Volevo sapere come è stato il tuo inserimento all’interno dello spogliatoio e come vedi il rapporto del mister con i ragazzi e soprattutto nei tuoi confronti.

R: Ormai sono quasi 2 anni che sono entrato in questo spogliatoio, l’inserimento è stato fantastico e mi trovo bene con tutti.
Per quanto riguarda il Mister Rubenni parla con tutti quanti, cerca di confrontarsi con noi sentendo anche le nostre idee sulla nostra posizione in campo, come stiamo fisicamente, ma soprattutto come stiamo mentalmente. Devo dire che in Seconda categoria è difficile trovare un Mister che si preoccupa di tutti e decide di ascoltarti per sentire come stai a livello di gambe, di fiato e si preoccupa soprattutto di capire come stai a livello di testa, per me quest’ultima cosa è molto molto importante.

 

ANDREA PIZZUTI

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Questa settimana parole e musica di Andrea Pizzuti, attaccante dell’Acds Group:

D: Ciao Andrea, raccontaci anche tu come gli altri che ti hanno preceduto la tua esperienza calcistica e il tuo approdo all’ACDS.

R: La mia esperienza calcistica inizia a 12 anni con la Roma 8, passando per San Lorenzo, Torrenova, Real Aurora fino ad arrivare in questa società che mi ha accolto come una famiglia e dove spero di poter rimanere a lungo. Ci sono stati tanti momenti belli e altri meno belli che hanno purtroppo condizionato spesso il mio rendimento in campo non permettendomi di giocare, ma che ormai sono riuscito a mettermi alle spalle allenandomi con regolarità e trovando una buona condizione in campo. Spero di non fermarmi più e togliermi belle soddisfazioni con questa maglia.

D: Parlando di te in campo allora, domenica scorsa ti ho visto impiegato come punta centrale mentre altre volte ti ho visto essere utilizzato sia a sx che a dx sempre nel tridente. Tu hai delle preferenze e come ti trovi in base a quello che ti chiede il Mister?

R: Io ho iniziato a giocare punta di movimento nel 442 quindi possiamo dire che il ruolo che a me piace di più è la punta centrale, ma comunque con gli anni quasi tutti gli allenatori che ho incontrato mi hanno usato da esterno dei tre davanti per sfruttare la velocità e il dribbling. A me comunque va bene tutto, l’importante è rendere allo stesso modo in tutti i ruoli. Con il Mister adesso stiamo trovando questa soluzione spesso e io sono contento così.

D: Cinque partite e altrettante vittorie, una partenza importante e domenica la trasferta contro la favorita per la vittoria finale ossia lo Sporting San Cesareo. Come state vivendo il momento e come vi state allenando?

R: Domenica c’è una partita importantissima che squadra, società e dirigenza vogliono portare a casa per dare un segnale forte al campionato e che ci porterebbe da soli con sei vittorie al comando del girone. L’atmosfera è serena perché c’è la consapevolezza di essere una squadra forte che vuole arrivare alla promozione in prima categoria. Siamo carichi e stiamo mettendo la giusta intensità negli allenamenti, quindi c’è il giusto mix per portare un risultato favorevole. Me lo auguro e faccio un in bocca al lupo a tutti noi.

D: Essendo tu un ex Real Aurora in passato sei stato un avversario dell’Acds, te la senti di dirci com’è stato essere marcato dal tuo attuale Mister!?

R: Si è vero…è capitato più di una volta di essere marcato dal Mister. C’è sempre stato grande grande rispetto perché entrambi sapevamo di essere dei giocatori importanti per le proprie squadre, non era mai facile per nessuno dei due comunque, perché dalla sua parte l’esperienza, la grinta e l’intelligenza tattica gli permettevano di avere qualche piccolo vantaggio, e io dall’altra sfruttando la mia fisicità, la velocità e l’estro ne avevo altri, quindi sono stati sempre scontri alla pari possiamo dire.

D: Per concludere, ti sei prefissato qualche obiettivo personale per questa stagione?

R: Per questa stagione di obiettivi ce ne sono svariati, il primo sicuramente è riuscire a trovare quella continuità sotto porta che mi permetta di arrivare in doppia cifra. Gli altri te li rivelerò a fine stagione se saranno raggiunti, mi concedo un po’ di scaramanzia.

 

LEONARDO DE VINCENZI

Questa settimana siamo in compagnia del centrocampista Leonardo De Vincenzi, cerchiamo di conoscere meglio anche lui:

D: Leo te sono già un po’ di anni che sei all’ACDS GROUP ma resti lo stesso uno dei giocatori più giovani, raccontaci anche te il tuo excursus calcistico e come sei approdato all’ACDS…

R: Io venivo già da due anni di 2 Categoria non esaltanti dove per problemi societari mi ritrovai senza squadra, e sentendo i miei cugini Marco e Matteo Prati (ma anche Stefano e Alessandro Ciccalotti), ho scelto di scendere di categoria. All’inizio ero un po’ scettico perché pensavo magari di non divertirmi tanto in 3 categoria e anche perché non sapevo cosa aspettarmi, poi invece bastarono le prime due partite di campionato per farmi cambiare idea in particolare la seconda partita, Acds Group-Atletico Garbatella che finì 3-2 per noi, e quella è stata veramente la partita dove per me è cominciata una seconda vita calcistica.

D: Quest’anno la società ha cambiato più di qualcosa a centrocampo, tu sei rimasto e da quanto ho visto fino ad oggi hai sempre giocato nell’undici titolare. Come per gli attaccanti la concorrenza è parecchia, cosa ci puoi dire a riguardo?

R: Si, quest’anno la società ha inserito tre nuovi centrocampisti mentre numericamente ne abbiamo persi due. Siamo in sette per tre posti ed è normale che la concorrenza sia aumentata, ma se questo serve per alzare il livello della squadra e le prestazioni di ognuno di noi allora ben venga…è sempre ben accetta. Soffermandomi solo sui nuovi, sono stati tre innesti di valore e tutti quanti con caratteristiche specifiche: è arrivato Lam che ha uno strapotere fisico e che con i suoi centimetri può essere pericoloso sulle palle inattive, l’anno scorso sono state un aspetto dove abbiamo sofferto e dove abbiamo perso per strada punti importanti. Sono arrivati Florio e Di Giorgio che hanno giocato in categorie superiori, quindi dal punto di vista dell’esperienza ci danno una grossissima mano e sono sicuro che saranno molto utili perché per fare dei campionati di vertice sono indispensabili i giocatori di esperienza.

D: Alla luce di questo, dove pensi possa arrivare questo Acds Group?

R: La squadra è stata sicuramente costruita per fare un campionato di vertice e comunque di alta classifica. Al momento la strafavorita per la vittoria finale rimane lo Sporting San Cesareo secondo me, però subito sotto di loro ci sono un paio di squadre come il Marino, il Pro Appio, la Dinamo Labico e nel quale ci inserisco anche l’Acds che può dar fastidio e battagliare per il secondo/terzo posto che nel 90% dei casi valgono la promozione in Prima Categoria, e poi diciamo che se una di queste squadre riuscirà a fare l’exploit forse potrà riuscire anche a dare fastidio allo Sporting San Cesareo per la vittoria finale…anche se è difficile.

D: Per concludere vorrei chiederti un parere, visto che sono tanti anni che sei una trigre giallo-blu (e uno dei più amati all’interno dello spogliatoio), sugli allenatori che hai avuto in tutto questo tempo.

R: Ci sono stati vari allenatori che sino avvicendati durante tutta la mia avventura con l’Acds, e ognuno di loro è stato importante per me e per la mia crescita come calciatore. Da Protano…che ci ha traghettato dalla Terza alla Seconda Categoria ed era un sergente di ferro…a Tocci che ha fatto un ottimo lavoro con la squadra che aveva a disposizione e per il girone in cui eravamo capitati…a Fiatti che è stato quello che forse ci ha dato un’identita di gioco più precisa rispetto agli altri…fino ad arrivare a Rubenni, l’allenatore che forse si danna di più l’anima durante la settimana e che mette tutto sé stesso nella preparazione dell’allenamento, diciamo forse è il più minuzioso di tutti quanti e tiene molto alla cura dei particolari.

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GIANCARLO DI BARI

Questa settimana abbiamo il piacere di incontrare l’attaccante Giancarlo Di Bari, il giorno dopo la vittoria della ACDS GROUP per 3-0 sul Castel San Pietro Romano dove ha aperto le marcature, conosciamolo meglio.

D: Tu sei arrivato l’anno scorso in questa squadra e non avendoti visto prima di allora devo dire che quello che sentivo raccontare da chi già ti conosceva, corrispondeva al vero. Tradotto, ti ho visto fare un girone di andata molto buono, poi è successo qualcosa…

R: L’anno scorso è successo che siamo arrivati ad una partita importantissima che volevo giocare a tutti i costi anche se non stavo benissimo per via di un infortunio alla spalla rimediato due settimane prima. Purtroppo in quella partita subentrai nel secondo tempo con il risultato già compromesso e con dieci giocatori in campo per noi e prevalse il nervosismo. E poi diciamo che mi sono allontanato dalla società, mi ricordo a fine partita dissi all’allora Direttore Sportivo che non sarei più andato e la settimana dopo, al termine di una riunione con la dirigenza mi comunicarono l’allontanamento dalla squadra.

D: Però ora sei qui, cosa ha fatto si di avere la possibilità di riverderti in giallo-blu?
R: L’anno scorso avevamo l’obiettivo di salire di categoria e io a metà stagione ho lasciato. A prescindere dalle mie colpe o dei fraintendimenti con la società, abbiamo lasciato una cosa a metà. A maggio/giugno presidente e vice-presidente mi hanno “corteggiato” e mi hanno fatto tornare la voglia di fare il salto di categoria con questa squadra e di poter dimostrare che possiamo stare in Prima a giocarcela con tutti.

D: E questo decisamente è un bene per tutti. Che squadra hai ritrovato dopo 6 mesi?
R: Ho ritrovato una squadra più pronta. Quando me ne sono andato poi erano già 2/3 mesi che rompevo le scatole ad un amico, più che amico un fratello che è Nico Federici per il fatto che ancora non avevamo mai fatto una partita di categoria insieme. Quest’anno finalmente ci siamo tutti e due, e la società ha acquistato giocatori d’esperienza a centrocampo, oltre ad aver sistemato i tasselli dove avevamo delle mancanze. Siamo una squadra pronta a vincere proprio come vuole la società.

D: Là davanti ci si aspetta molto da voi attaccanti, siete tutti giocatori importanti, come va l’intesa tra di voi?

R: Abbiamo un grande reparto offensivo, Federici, Pizzuti, Mastropietro, Angelini…c’è una grossa concorrenza e penso che possa fare solo del bene. Ognuno sa che quando è in campo deve dare il 100% e che dietro è sempre pronto un compagno all’altezza.

D: In queste prime tre partite sono arrivati nove punti…

R: Nelle prime tre partite abbiamo fatto quello che dovevamo fare, non era scontato ma abbiamo fatto nove punti. Sabato abbiamo una partita importantissima e dobbiamo essere concentrati e portare a casa altri tre punti come ogni domenica. E’ difficile ma noi proveremo a vincere tutte le partite.

D: Che obiettivi hai per quest’anno alla luce del fatto che ad occhio e croce hai fatto un ottimo inizio di campionato?

R: Il mio obiettivo è lo stesso di quello della squadra, voglio vincere il campionato. Ovviamente ci sono i gol e tutto quello che può arrivare a livello personale mi può solo fare contento. Un altro obiettivo, che esula da discorsi tattici o tecnici ma che c’entra molto con la mia storia di giocatore, è che mi piacerebbe cercare di prendere il minor numero possibile di cartellini e giocare più partite possibile.
Voglio chiudere salutando Stefano La Marca e tutti i nostri tifosi che ogni domenica ci seguono numerosi sia in casa che in trasferta

Continua la rubrica a cura di Luca Panchini oggi conosciamo:

MICHELE FLORIO

D: Questa settimana abbiamo il piacere di incontrare Michele Florio, nuovo acquisto dell’ ACDS GROUP e già in grado di ricevere domenica scorsa la fascia da capitano grazie anche alla grande esperienza che porta in dote. Ciao Michele, raccontaci intanto la tua esperienza calcistica e le tappe che hai affrontato prima di approdare in questa realtà.

R: Posso dire che la mia esperienza per quanto riguarda il calcio è stata abbastanza gratificante. Oltre 20 campionati giocati tra Promozione ed Eccellenza con esperienze come, tra le altre, Tor Sapienza, Tor Di Quinto, Palestrina, San Filippo Neri. Più di 300 partite all’attivo come difensore centrale ma con la capacità di giocare in più ruoli, come quest’anno ad esempio, dove faccio il centrocampista.

D: Immagino avrai avuto parecchie offerte estive, cosa ti ha spinto a scegliere l’ACDS GROUP?

R: Avevo sentito parlare molto bene di questa società e appena ce ne è stata realmente l’occasione sono venuto qui, soprattutto grazie al Direttore Sportivo Andrea Lazzeri. Oltre ad aver trovato un gruppo fantastico ho travato anche un allenatore come Andrea Rubenni, e uno staff tecnico molto competente e disponibile. L’impatto che ho avuto è stato quindi da subito molto coinvolgente e mi sono inserito benissimo, la dirigenza non mi ha fatto mancare niente e tutt’ora non me lo fa mancare e di questo devo ringraziare il Presidente Davide Miscoli che mi ha dato la possibilità di essere qui.

D: Dopo due giornate e altrettante vittorie tutto sembra essere iniziato in modo ottimale. Le tue sensazione dopo i primi 180’ stagionali?

R: Partendo con due vittorie le impressioni non possono che essere buone, dobbiamo lavorare sulla tranquillità dei ragazzi perché essendo una squadra giovane, potrà capitare in qualche partita di non riuscire a sbloccare il risultato o di non ottenerne uno. Dobbiamo essere bravi a rimanere calmi e imporre il nostro gioco come ci insegna il Mister durante la settimana.

D: A proposito della rosa giovane che hai trovato, c’è un giocatore che ti ha colpito in modo particolare?

R: Sono ragazzi veramente speciali, tutti hanno una gran voglia di arrivare al massimo obiettivo. Non mollano mai e sono veramente contento di far parte di questa famiglia, spero di essere d’aiuto per raggiungere quello che ci siamo prefissati e quindi un in bocca al lupo a tutti noi!

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